vademecum_dpi_protettori_udito_rev._2.0_2026
Scarica o visualizza: Documento illustrativo sui dispositivi di protezione protettori dell’udito. Indica, con il supporto di immagini e schemi, la corretta selezione, l’uso, e la cura di tali dispositivi, nonché gli strumenti per valutare il livello di esposizione al rumore quando si utilizza un determinato protettore dell’udito. Il rumore rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la salute dei lavoratori, sia per la diffusione che per la gravità dei danni correlati. Il rumore è un suono percepito come sgradevole e fastidioso. Il suono è un’onda invisibile all’occhio umano creata dalla vibrazione dell’aria. Il suono si definisce “acuto” quando le onde sono più vicine, si definisce “grave” quando le onde sono più distanti. La maggior vicinanza o distanza delle onde viene definita “frequenza” e si misura in Hertz (Hz). L’intensità del suono si misura con un fonometro e viene espressa in decibel (dB). Poiché la sensibilità dell’udito cambia al variare della frequenza (tonalità), sono applicati filtri di ponderazione specifici. La ponderazione di frequenza più usata è la A, i cui risultati, definiti con dBA, sono molto vicini alla risposta data dall’orecchio umano.
All’interno dei luoghi di lavoro va misurata l’intensità del rumore per determinare i valori di esposizione e di conseguenza determinare se e quali dispositivi di protezione individuali (DPI) dell’udito vanno utilizzati.
L’art. 189 del D.lgs. 81/08 elenca i valori di esposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco che sono:
– valori limite di esposizione: livello di esposizione giornaliera = 87 dB (frequenza A), pressione acustica di picco = 140 decibel (frequenza C). – valori superiori di azione: livello esposizione giornaliera = 85 dB (frequenza A), pressione acustica di picco = 137 decibel (frequenza C). – valori inferiori di azione: livello esposizione giornaliera = 80 dB (frequenza A), pressione acustica di picco = 135 decibel (frequenza C).
Qualora le misure di prevenzione e protezione (come adottare macchinari, attrezzature o metodologie di lavoro che espongano meno al rumore) non consentano di eliminare totalmente i rischi per la salute delle orecchie, l’art. 193 del D.lgs. 81/08 introduce l’uso di appositi DPI che eliminino o riducano al minimo il rischio per l’udito.
Il “danno” (ipoacusia accompagnata spesso da fischi e ronzii) non si manifesta immediatamente ma nel tempo, in modo progressivo e irreversibile. I dispositivi di protezione individuali (DPI) dell’udito, o protettori auricolari devono essere utilizzati come ultima risorsa dopo aver esaurito ogni altra iniziativa di tipo tecnico, organizzativo e procedurale per la riduzione dell’esposizione del lavoratore al rumore. Nei luoghi di lavoro, l’identificazione delle aree di rumore, la valutazione dell’esposizione personale al rumore e la riduzione del rumore, devono richiedere attenzione prioritaria.
