
Ecco cosa prevede la nuova Ordinanza regionale per l’estate 2026
Sorprendendo un po’ gli addetti del settore, con 20 giorni di anticipo rispetto agli anni precedenti, la Regione Puglia rafforza le misure di tutela della salute dei lavoratori esposti alle ondate di calore estive con la nuova Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale Puglia n. 321 del 29 maggio 2026.
Quando scatta il divieto di lavoro
Come abbiamo visto, una delle principali novità del 2026 è l’anticipo dei tempi: l’ordinanza è stata firmata il 29 maggio scorso, ben 20 giorni prima rispetto al provvedimento adottato nel 2025, segno della crescente attenzione verso i rischi legati alle ondate di calore.
Ad oggi è pertanto già vietato svolgere determinate attività lavorative all’aperto nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00, ogni volta che il sistema previsionale Worklimate segnalerà un livello di rischio “Alto” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisicamente intense.
È bene infatti sottolineare che il divieto non scatta tutti i giorni, ma solo nelle giornate di maggior calore; per verificare se nella propria area è previsto un livello di rischio “Alto”, le aziende devono consultare anticipatamente le previsioni sul sito ufficiale, come vedremo più avanti.
I lavoratori interessati dalla misura
Le attività agricole, forestali, edili, estrattive e florovivaistiche rappresentano i settori maggiormente interessati dal provvedimento. Tuttavia, il divieto riguarda, più in generale, tutte le attività lavorative svolte all’aperto con esposizione prolungata al sole e significativo impegno fisico, qualora ricorrano le condizioni di rischio elevato individuate dal sistema Worklimate.
Gli obblighi per le aziende
La nuova ordinanza non si limita a vietare le attività nelle ore più calde, ma richiama l’attenzione delle imprese sull’obbligo di adottare tutte le misure necessarie per ridurre il rischio da calore.
Le aziende devono quindi monitorare costantemente le previsioni di rischio, organizzare i turni di lavoro privilegiando le ore più fresche della giornata e garantire adeguate pause in zone ombreggiate o climatizzate. Devono inoltre assicurare la disponibilità di acqua potabile, fornire una corretta informazione e formazione ai lavoratori sui rischi legati alle alte temperature e aggiornare, quando necessario, la valutazione del rischio microclimatico contenuta nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Particolare attenzione deve essere riservata anche alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori, considerando soprattutto quelli maggiormente esposti, in coerenza con le indicazioni contenute nel Piano regionale approvato nel 2025.
Quali sono le sanzioni per chi non rispetta il divieto
L’Ordinanza n. 321/2026 richiama espressamente l’articolo 650 del Codice Penale, che disciplina l’inosservanza dei provvedimenti legalmente emanati dall’Autorità per ragioni di sicurezza e tutela della salute pubblica.
Di conseguenza, il mancato rispetto del divieto di lavoro nelle ore più calde, nei giorni in cui il sistema Worklimate segnala un livello di rischio “Alto”, può comportare l’applicazione delle sanzioni previste da tale disposizione. L’articolo 650 del Codice Penale prevede infatti l’arresto fino a tre mesi oppure un’ammenda fino a 206 euro, salvo che il fatto costituisca un reato più grave.
Le conseguenze, infatti, possono essere molto più rilevanti sotto il profilo della sicurezza sul lavoro. Qualora un lavoratore subisca un infortunio, un malore o un colpo di calore durante lo svolgimento di attività effettuate in violazione dell’ordinanza, il datore di lavoro potrebbe essere chiamato a rispondere anche delle violazioni previste dal D.Lgs. 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Nei casi più gravi potrebbero inoltre configurarsi ipotesi di lesioni personali colpose o, in presenza di eventi mortali, di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche.
Come consultare le previsioni sul portale ufficiale
È importante quindi non sottovalutare questa disposizione, e attivarsi in concreto ogni giorno per verificare le previsioni. Suggerisco ai datori di lavoro di salvare il link o di provarlo, cliccando il link per apprenderne il funzionamento: https://www.worklimate.it. Di seguito una breve guida:
Aperta la finestra, cliccare su “accedi alle previsioni per località”: qui si può scegliere di inserire la località, o (se sei sul luogo di lavoro) di “rilevare direttamente le coordinate”. Cliccando “Cerca” il portale da in sintesi la situazione alla data odierna e la previsione per domani e poidomani, specificando se il rischio è / sarà “moderato” (si può lavorare) o “ALTO” (interrompere le lavorazioni dalle 12,00 alle 16,00).
Una tutela sempre più centrale
L’adozione dell’Ordinanza n. 321/2026 conferma come il rischio da caldo estremo sia ormai considerato una delle principali sfide per la salute e la sicurezza sul lavoro. L’aumento delle temperature medie e la crescente frequenza delle ondate di calore hanno spinto la Regione Puglia ad anticipare e consolidare gli strumenti di prevenzione, con l’obiettivo di ridurre il numero di infortuni e malori correlati alle condizioni climatiche.
Per le imprese dei settori agricolo, edile, estrattivo e florovivaistico diventa quindi fondamentale programmare l’attività lavorativa tenendo conto delle allerte climatiche e delle limitazioni previste dalla normativa regionale, adottando tutte le misure organizzative necessarie per garantire la sicurezza dei lavoratori durante i mesi più caldi dell’anno.
Buon lavoro in Sicurezza a tutti.
dott. Michele D’APOTE
Riferimenti normativi
-
- Ordinanza del Presidente della Regione Puglia n. 321 del 29 maggio 2026. (clicca per scaricare o leggere)
- Deliberazione della Giunta Regionale Puglia n. 1010 del 22 luglio 2025 – Piano di intervento per la prevenzione dai rischi climatici da ondate di calore.
- Articolo 650 del Codice Penale.

