Caldo Estremo e Sicurezza sul Lavoro: Come devono comportarsi i datori di lavoro. L’Ordinanza della Regione Puglia per la Sospensione delle Attività nei Giorni a Rischio – Estate 2025
L’Ordinanza n. 350 del 18 giugno 2025 Regione Puglia
Con l’aumento delle temperature e la frequenza delle ondate di calore, la Regione Puglia ha adottato un’importante misura a tutela della salute dei lavoratori esposti a condizioni climatiche critiche. L’Ordinanza n. 350 del 18 giugno 2025 dispone la sospensione obbligatoria delle attività lavorative all’aperto durante le ore più calde delle giornate considerate ad alto rischio climatico.
Criteri per individuare le giornate a rischio
Le giornate in cui vige l’obbligo di sospensione delle attività sono determinate sulla base del bollettino nazionale delle ondate di calore pubblicato dal Ministero della Salute.
Il livello di rischio viene classificato su tre livelli:
- Livello 1 (colore giallo): condizioni che possono rappresentare un rischio solo per soggetti sensibili;
- Livello 2 (arancione): condizioni a rischio per la popolazione fragile e per chi lavora all’aperto;
- Livello 3 (rosso): allerta massima, con effetti significativi sulla salute dell’intera popolazione. È questo il livello che attiva l’obbligo di sospensione delle attività all’aperto.
L’ordinanza pugliese impone la sospensione dalle ore 12:30 alle 16:00 solo nei giorni in cui il bollettino segnala un livello 3 di allerta per la città capoluogo della provincia interessata.
In quali giornate devono essere sospese le lavorazioni
Per conoscere anticipatamente quali sono le giornate in cui le lavorazioni devono essere sospese, occorre consultare la pagina https://www.worklimate.it/scelta-mappa/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00 segnali un livello di rischio “ALTO”
Quali attività devono sospendere il lavoro
Le attività soggette all’ordinanza sono tutte quelle svolte in ambienti esterni e prive di adeguata protezione dal sole o dal calore, in particolare: i lavoratori che operano in condizioni ambientali ad alto rischio nel settore agricolo/forestale, nelle cave, nei cantieri edili e stradali e nel settore florovivaistico con esposizione a prolungata insolazione
Sono escluse le attività che si svolgono in ambienti coperti, ventilati o climatizzati, anche se tecnicamente all’esterno.
Obblighi per i datori di lavoro, da attuare
Oltre al rispetto delle sospensioni nei giorni indicati, l’ordinanza dà alcune disposizioni ai datori di lavoro, che riportiamo di seguito, spiegando in modo semplice cosa significano queste disposizioni per proteggere i lavoratori durante le giornate più calde. 😊
- Anticipazione dell’orario di inizio delle attività: si tratta di iniziare il lavoro prima, così si evita di lavorare nelle ore più calde della giornata, riducendo il rischio di colpi di calore.
- Aumento delle pause in zone ombreggiate con acqua potabile disponibile: si prevedono pause più frequenti e in aree all’ombra, dove i lavoratori possono rinfrescarsi e idratarsi con acqua fresca, fondamentale per prevenire la disidratazione.
- Fornitura di abbigliamento tecnico traspirante o ventilato: vengono forniti vestiti che permettono alla pelle di respirare, aiutando a mantenere la temperatura corporea più bassa e a ridurre il rischio di surriscaldamento.
- Rotazione dei lavoratori e riduzione dell’impegno fisico: si alternano i lavoratori tra diverse mansioni o si riduce lo sforzo fisico, così da non affaticarsi troppo e limitare i rischi legati al calore.
- Attivazione del “sistema del compagno”: il datore di lavoro spiega ai lavoratori che devono tenersi d’occhio a vicenda, soprattutto parlandosi, così da poter riconoscere subito eventuali sintomi di malessere legati al calore e intervenire prontamente. Formare i lavoratori su come riconoscere i sintomi da stress termico (nausea, vertigini, mal di testa, disorientamento)
- Indicazione multilingue ai lavoratori sulle misure e i comportamenti da adottare: vengono fornite istruzioni chiare e comprensibili in più lingue, per assicurarsi che tutti i lavoratori sappiano come comportarsi per proteggersi dal caldo.
La mancata applicazione delle disposizioni dell’ordinanza comporta le sanzioni previste dall’art. 650 codice penale, salvo che il fatto non costituisca reato più grave
Oltre a quanto previsto dal decreto della Regione Puglia, è necessario:
- Fornire acqua potabile e dispositivi di protezione individuale adeguati;
- Predisporre un piano d’emergenza per i casi di malore da caldo.
Le altre regioni: ordinanze simili nel 2025 sulla sospensione dell’attività lavorativa nelle giornate di maggior caldo
La Puglia non è l’unica regione ad aver adottato misure specifiche per fronteggiare le ondate di calore nel mondo del lavoro. Ecco un quadro delle principali iniziative regionali al giugno 2025:
- Sicilia: Ordinanza del Presidente n. 198/2025 – sospensione obbligatoria dei lavori agricoli e nei cantieri dalle 13:00 alle 17:00, dal 10 giugno al 15 settembre.
- Calabria: Ordinanza regionale n. 142/2025 – sospensione obbligatoria dei lavori all’aperto tra le 12:30 e le 16:30, dal 20 giugno al 31 agosto, nei giorni con allerta arancione o rossa.
- Sardegna: Con l’Ordinanza n. 115/2025, dispone il blocco delle attività all’aperto dalle 13:00 alle 16:00 in caso di temperature superiori ai 37°C, dal 15 giugno al 31 agosto.
- Campania: Circolare regionale del 12 giugno 2025 che, pur non imponendo il fermo, raccomanda fortemente la sospensione dei lavori fisici all’aperto tra le 12:00 e le 16:00 in presenza di bollettini di allerta.
⚠️ Regioni con raccomandazioni o linee guida non vincolanti sulla sospensione dell’attività lavorativa nelle giornate di maggior caldo
- Basilicata: Come già indicato, delibera regionale che raccomanda, ma non impone, la sospensione dei lavori esterni durante i giorni con allerta di livello 3.
- Emilia-Romagna: Nessuna ordinanza, ma linee guida tecniche per il settore agricolo, con incentivi per l’adozione di orari flessibili e pause nelle ore centrali.
- Toscana: Pubblicate linee guida intersettoriali che invitano le aziende a rimodulare l’orario di lavoro in base ai bollettini meteo, in particolare per edilizia e agricoltura.
- Lazio: Protocollo firmato con le parti sociali che promuove misure di prevenzione ma lascia alle aziende la facoltà di adattare gli orari.
❌ Regioni che, al giugno 2025, non hanno adottato provvedimenti specifici sulla sospensione dell’attività lavorativa nelle giornate di maggior caldo
Molte regioni del Nord (es. Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia) non hanno introdotto provvedimenti vincolanti, ma si sono limitate ad aggiornare le indicazioni generali già contenute nei piani sanitari per le ondate di calore.
Conclusione
L’ordinanza della Regione Puglia rappresenta un modello concreto di prevenzione e tutela della salute sul lavoro in un contesto climatico sempre più sfidante. È fondamentale che aziende, consulenti, RSPP e lavoratori consultino quotidianamente le previsioni worklimate per sapere se la giornata lavorativa è “a bollino rosso” e quindi soggetta a sospensione.
Nel rispetto della legge e della sicurezza, il lavoro può essere eseguito, ma solo quando il clima lo permette. Il datore di lavoro è tenuto a rispettare queste norme, a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, occorre programmare le lavorazioni consultando nei giorni precedenti le previsioni climatiche, come spiegato in questo breve articolo.
Se vuoi consultare l’Ordinanza n. 350 del 18 giugno 2025 della Regione Puglia
Autore:
Redazione dapote.it
Data pubblicazione: 22 giugno 2025
Fonti: Ministero della Salute – Regione Puglia – INAIL – Ordinanze regionali 2025
